Dal lavoro in studio al 100% online.

Cambiare il proprio modello di business per andare attraverso i grandi cambiamenti della vita.

Sara Mariottini:

Logopedista

Appassionata e guida accogliente per genitori dai mille dubbi, in particolare per le famiglie con bambini e bambine dagli 0 ai 36 mesi.

Sara nell’ultimo anno ha affrontato a sua volta l’intensa esperienza della maternità, ma prima di dare alla luce la sua bimba aveva già avviato un’importante trasformazione del suo modello di business.

E così, dallo studio all’online è riuscita a proseguire in maniera più sostenibile il lavoro di cura verso i piccoli pazienti provenienti da tutta Italia e non più con una limitazione territoriale e una presenza fisica che l’avrebbero costretta a una pausa più prolungata di quanto avrebbe voluto.

All’inizio del 2022 avevo aperto da pochi mesi il mio studio a Catania e cominciavo a essere più attiva sui social, per raccontare la mia attività e il mio modo di lavorare. La mia pagina in pochi mesi stava crescendo molto e iniziavo a domandarmi che cosa ne sarebbe stato del mio lavoro in futuro, avendo una vita in movimento, dettata dal lavoro di mio marito, che lo vede spostarsi di città periodicamente.

Mi incuriosiva l’idea di crearmi un “piano B”, un lavoro un po’ più sostenibile sul lungo periodo in caso di spostamenti, ma non avevo proprio idea di come poter mettere a frutto tutto ciò. Nel frattempo, tra i genitori che mi seguivano, quelli che desideravano confrontarsi con me attraverso un colloquio online iniziavano a crescere, benché i colloqui in studio fossero la quasi totalità del mio lavoro.

 

Quando le professioniste mi scrivono su Instagram per chiedermi dei miei percorsi, vado sempre a sbirciare i loro profili per farmi un’idea di chi siano.

Ricordo benissimo che la prima volta che Sara mi ha scritto aveva circa 3000 follower; la seconda, poche settimane dopo, ne aveva già 20.000.

È raro crescere così esponenzialmente e così rapidamente su Instagram di questi tempi!

Era chiaro dunque che, nonostante avesse iniziato da poco a fare divulgazione online, Sara sapeva comunicare molto bene, sapeva parlare alla testa e alla pancia delle sue persone, e stava costruendo una community coesa.

L’anno prima mi ero iscritta a un corso di formazione per realizzare il mio primo workshop online. Presto però mi sono resa conto che, per quanto fosse un bel progetto, senza una chiarezza di obiettivi, un pubblico caldo a cui venderlo, una strategia di marketing e di vendita… come avrebbe potuto raggiungere davvero le persone?

Per questo motivo, dopo essermi imbattuta nella pagina di Giulia ed essere rimasta molto colpita dalla sua pragmaticità, il suo andare dritta al punto, il suo essere chiara, pratica, strutturata e precisa, ho pensato: voglio affidarmi a lei!

A marzo 2022 ho iniziato il mio percorso con Personal Marketing, e per prima cosa ho fatto i conti con le mie preoccupazioni limitanti: avevo paura che non essere ancora mamma potesse scoraggiare i genitori che mi seguivano dallo scegliermi; e anche il possibile pensiero dei miei colleghi mi preoccupava, in particolare quelli con cui avevo aperto da poco uno studio fisico in presenza.

Pensavo a cosa avrebbero potuto dire di me, di questo mio cambio di direzione. Temevo che potessero giudicare il mio lavoro online come una banalizzazione della nostra professione e che la mia credibilità come professionista potesse risentirne.

 
 

Quando Sara è entrata a far parte di Personal Marketing ci siamo trovate subito ad affrontare dei grossi blocchi di mindset che non le consentivano di vedere il suo vero valore.

Il timore del giudizio altrui, soprattutto quello da parte dei colleghi nel suo studio, fungeva da vero e proprio freno a mano per la sua attività online.

Era come se stesse vivendo due vite parallele dove non poteva essere davvero sé stessa: online era limitata nel suo racconto per non urtare i suoi colleghi, mentre in studio cercava di comportarsi come se l’online non esistesse, quando nella realtà stava davvero “esplodendo”.

Capita spesso a professioniste che fanno lavori - diciamo - classici, tipicamente basati sul territorio, di vivere questo stigma iniziale per cui ci si sente quelle “diverse” o anche quelle “troppo ambiziose”. Perché si iniziano a esplorare nuovi segmenti della propria attività, come quello della divulgazione online, che portano la propria professione al di là delle mura del proprio studio.

Riuscire a individuare come il giudizio abbia un impatto concreto sulle nostre azioni è molto importante, ancora prima di iniziare a strutturare la propria strategia, ed è il motivo per cui dentro il mio mentoring prima di passare alla strategia, lavoriamo in profondità sul mindset.

 
 

 “Mentre proseguivo nel percorso, attraverso il modulo sul personal brand, ho avuto dei momenti che definirei rivelatori

  • Ho capito che stavo abbracciando una strada nuova per la mia professione, che ero una delle poche logopediste che si stava specializzando in questa fascia di età, e che questo poteva diventare il mio valore aggiunto.

  • Ho capito che potevo essere di esempio anche per gli altri e che alla fine quei giudizi erano i miei e non quelli dei miei colleghi.

Grazie a queste nuove consapevolezze, ho avuto modo di capire che non dovevo vergognarmi di essere ciò che sono. Ho imparato a sentirmi di valere come professionista anche se non lavoravo da tantissimi anni, poiché nel mio piccolo stavo crescendo molto all’interno del mio campo, e la conferma me la davano tutti quei genitori che, dopo essersi affidati a me, avevano ottenuto i risultati sperati. 

Questo mi ha dato molta forza, e ho capito che se non credo nel mio valore io, nessun altro potrà crederci allo stesso modo.”

 

Questo momento è stato fondamentale nel percorso di Sara: quando, lavorando sul Personal Brand, siamo andate ad analizzare in profondità i suoi talenti, la sua unicità, il suo modo di fare la logopedista, Sara ha davvero toccato con mano il suo valore e ha cambiato completamente approccio nei confronti di sé stessa prima e della sua attività poi.

Riconoscersi il proprio valore, saperlo osservare, senza vergogne, timori, ma con la consapevolezza di chi sa di poter avere un impatto sugli altri è un punto di svolta centrale per moltissime professioniste.

Troppo spesso la narrativa del “lascia che siano gli altri a dirti che sei brava” ha creato un senso di vergogna e pudore nel riconoscerci i nostri talenti.

Ma se prima non conosciamo a fondo chi siamo e quanto valiamo, come possiamo pensare di aiutare gli altri?

“In Personal Marketing posso dire di aver trovato gli strumenti necessari per fare chiarezza sul mio business a 360 gradi.

Questo percorso non mi ha lasciata con un nuovo prodotto da vendere tra le mani, senza avere idea di come farlo… Ma mi ha presa per mano e, attraverso il metodo in 4 tappe di Giulia, mi ha aiutato a mettere mano con chiarezza alla mia offerta, ai miei servizi, a riflettere sulla mia unicità, su quali siano le persone a me allineate e su come raggiungerle, su cosa lasciare e cosa tagliare nella mia comunicazione.

Questo Mentoring mi ha dato una visione chiara per muovermi esattamente nella direzione in cui io volevo.

Parlando di offerta, ad esempio, dopo aver fatto le ricerche di mercato nella tappa sui clienti, sono stata in grado di riformulare il mio servizio di consulenza online e renderlo molto più efficace per loro e per me, aumentando la soddisfazione dei genitori che scelgono di lavorare con me e soprattutto aumentando le vendite delle consulenze.”

L’ascolto delle proprie persone, se fatto in modo strutturato, può diventare uno degli strumenti più strategici nel percorso professionale di una Solopreneur.

Per questo, dentro Personal Marketing, nella tappa dedicata ai clienti e all’offerta, spiego a ogni professionista salita a bordo un metodo di esplorazione dei bisogni delle proprie persone che possa aiutarle a scoprire come possono riformulare i loro servizi o prodotti in modo strategico.

Nel caso di Sara, le interviste in profondità sono servite a delineare un nuovo modo di erogare il suo servizio di consulenza, andando più incontro alle esigenze dei suoi clienti, ma allo stesso tempo valorizzando il suo talento. E questo è esattamente il principio alla base di un’offerta strategica.

“Anche dal punto di vista della comunicazione questa è stata una grande rivelazione: mettermi in ascolto delle mie persone anziché affannarmi a trovare cose sempre nuove da dire. Spesso ciò che davo per scontato era proprio quello di cui le mie persone volevano io parlassi.

Ho iniziato ad approcciare i miei contenuti partendo unicamente dalle domande ricevute, e soprattutto non mi sono più vergognata di “ripetermi” affrontando più volte lo stesso tema, cosa che prima evitavo di fare perché sentivo di dover dire sempre cose nuove.

E mentre lo facevo ho capito come puntare sempre di più sulla mia unicità, ovvero sul fatto che fossi specializzata nella fascia 0-3 anni: da quel momento ho cercato di comunicarlo nel mio racconto, per posizionarmi sempre di più come professionista di riferimento per quella nicchia, sia per i genitori che per i colleghi. 

Capita che ci siano delle mamme logopediste che mi chiedono confronto per i propri bambini, e questo mi fa estremo piacere, perché capisco quanto io sia diventata un punto di riferimento anche per alcuni colleghi specializzati in altre fasce d’età.”

Raccontarsi online sapendo di rispondere ai bisogni delle nostre persone è un passaggio fondamentale per una professionista che vuole utilizzare Instagram come mezzo e non come un fine.

Saper stare sui social in modo strategico per la nostra attività significa sapere come aggiungere valore agli altri, senza per questo investire ore infinite nella creazione dei contenuti.

Per Sara, aver messo a fuoco le necessità del suo pubblico è stato liberatorio: non le serviva inventarsi novità ogni giorno, ma le serviva rimanere in ascolto e costruire il suo racconto come un dialogo con la sua community.

Una volta appreso questo metodo di storytelling, il suo modo di stare online è diventato più mirato per le sue persone, ma soprattutto più sostenibile per lei.

“Sono uscita da Personal Marketing con in mano una strategia chiara, ma soprattutto con un’attività che si stava spostando sempre di più dall’offline all’online, e che stava crescendo esattamente come desideravo. 

Nel 2023, quando ho scoperto di aspettare Emma, la mia prima bimba, mi sono trovata a un bivio: sapevo che sarei andata incontro a numerosi cambiamenti, sia personali che lavorativi, e non volevo che tutto ciò che avevo creato si fermasse.

Così ho deciso di continuare a lavorare con Giulia per costruire un piano che mi avrebbe consentito di fatturare anche in un momento in cui non potevo andare fisicamente in studio

E così è stato! Anzi, proprio nell'anno della maternità…

  • Il mio fatturato non ha subito ripercussioni, e grazie all’online, è stato lo stesso dell’anno prima!

  • Se nel 2022 le entrate online erano il 37% del mio fatturato totale, nel 2023 sono diventate l’80%!

  • Questo mi ha dato serenità: non ho sentito la pressione di dover performare più del dovuto, perché avevo ben chiari i passi da compiere per costruire il mio anno sulla base del business plan fatto.

Questa fiducia di fondo ha permesso anche alla mia creatività di fluire, e infatti è stato anche un anno in cui ho immaginato tanto il mio futuro lavorativo. La mente si è fatta trascinare verso nuovi orizzonti, perché sentivo ben saldo il terreno sotto ai miei piedi.

È una sensazione che voglio portarmi nel 2024, ed è per questo che con cura sono ripartita proprio dal mio business model e poi dal business plan già da novembre facendo le cose con calma e anticipo.

Mi risuonano sempre le parole di Giulia quando mi diceva: “Le bollette non navigano a vista, il mutuo non naviga a vista… !”. Ecco, da quando l’ho conosciuta non navigo più a vista e questo mi dà un senso di pace indescrivibile!”

Credo che Sara abbia dato una bellissima definizione di cosa significa avere una strategia nella propria attività di Solopreneur: “sentire di aver saldo il terreno sotto i piedi”.

Nonostante i cambiamenti, le vicissitudini, gli imprevisti, avere una strategia chiara, e quindi un modello di business sostenibile, significa avere una bussola che ci indicherà la strada in ogni momento. 

Se vuoi lasciarti ispirare dal calore di Sara e dalla sua strategia comunicativa, ti consiglio di dare un’occhiata alla sua pagina Instagram!