Quando la competenza non basta più

Come scegliere di posizionarsi ha trasformato una logopedista “come tante” in una delle principali esperte in italiane nel suo settore.

Roberta Perosa:

Logopedista specializzata in balbuzia

Roberta è una logopedista esperta, una di quelle professioniste che da oltre 15 anni "ci mette il cuore" nel trattare balbuzie e cluttering. Eppure, tre anni fa, la sua eccellenza clinica non bastava a proteggerla dal sentirsi fagocitata.

"Lavoravo tantissimo: ore infinite in studio, pazienti 1:1 e un carico di lavoro indiretto che non mi veniva riconosciuto" racconta. Si era appena lanciata in una società che però sentiva "stretta", un progetto che non rifletteva la sua vera visione di studio multidisciplinare.

 

Quando Roberta è arrivata da me non era in difficoltà.

Era in quella fase molto più sottile e per certi versi più complessa: tutto funzionava, ma non abbastanza da portarla a raggiungere quello che sarebbe potuta diventare.

E questa è una fase che vedo spesso nelle professioniste che lavorano bene.

Hanno competenze solide.
Hanno esperienza.
Hanno clienti.

Ma sono completamente fagocitate dal loro stesso lavoro.

L’agenda è piena, la testa è piena, il tempo è sempre poco. E l’unico modo per crescere sembra essere lavorare ancora di più.

Roberta era lì.

Non aveva bisogno di imparare a fare meglio la logopedista.
Aveva bisogno di imparare a pensarsi in modo diverso come professionista.

E questo, dentro Personal Marketing, è stato il primo vero passaggio.

Non basta essere brave

“Prima di iniziare il percorso, utilizzavo già i social, principalmente Instagram, ma lo facevo in modo disorganizzato. Mescolavo vita personale e lavorativa senza un focus preciso e, soprattutto, senza una direzione.

Mettevo continuamente in dubbio le mie competenze e la mia possibilità di farcela da sola, nonostante avessi alle spalle anni di corsi sul territorio con vari enti organizzativi.

Mi rendevo conto di disperdere troppe energie; mi ero focalizzata eccessivamente sul progetto di uno studio "in grande" con un collega, ma avevo capito che non era il progetto giusto, né la persona giusta per me. Sentivo proprio il bisogno di un cambiamento:
desideravo farcela con le mie forze, aumentando il fatturato ma lavorando meno ore.

Dentro una delle masterclass sul Personal Brand ho avuto un momento molto lucido. Da anni lavoravo in modo molto verticale su balbuzie e cluttering e mi sono resa conto che invece stavo semplicemente evitando di definirmi.”

 
 

Ricordo benissimo quella lezione.

Perché lì è emerso qualcosa di enorme per lei.

Roberta non era una logopedista generica. Era già una professionista con una competenza verticale fortissima, che pochissime persone avevano approfondito in quel modo.

Ma finché non scegli, finché non prendi posizione, il mercato ti percepisce come generica.

C’è una differenza enorme tra essere competenti ed essere riconosciute.

Nel momento in cui Roberta ha scelto di far emergere con chiarezza il suo lavoro sulla balbuzie e sul cluttering, qualcosa si è riallineato.

E nel giro di tre anni è passata dall’essere “una libera professionista qualsiasi” a essere riconosciuta come una delle principali esperte in Italia su quei temi.

Questo è il tipo di salto che non nasce dal caso, né in una settimana.
Nasce da una scelta strategica.

 
 

La rivoluzione interna

“Mentre facevo il percorso, ho avuto una rivelazione fondamentale: ho capito che potevo farcela e di avere le giuste competenze. Ho compreso di aver fatto finalmente la scelta giusta per me, ma soprattutto che il mio mindset era stato il mio più grande ostacolo.

Ho capito che dovevo cambiare io, dentro. Dovevo affrontare le mie credenze, le aspettative e quelle paure legate al fallimento o al deludere gli altri. Ho realizzato che cercavo di fare tutto da sola senza delegare nulla, focalizzandomi troppo sul risultato finale e troppo poco sul processo. 

Quello che invece mi ha davvero appassionato e divertito durante i moduli è stato lo storytelling: mi ha aiutata concretamente a mettere a fuoco il mio ruolo nella mia nicchia.”

 

Qui c’è anche un aspetto culturale che spesso sottovalutiamo.

La logopedista non è generalmente una professione che parte da uno status altissimo o da margini economici enormi. Non è un contesto in cui automaticamente vieni percepita come “autorità”.

Fare uno shift imprenditoriale lì dentro richiede ancora più consapevolezza.

Con Roberta abbiamo lavorato molto sul mindset proprio per questo.

Finché ti percepisci come una professionista che deve solo “fare bene il suo lavoro”, non ti autorizzi a costruire qualcosa di più grande.

Lei ha iniziato a vedersi come una persona che poteva creare opportunità, non solo eseguire competenze.

Ed è lì che è iniziata la rivoluzione.

L’offerta: crescere senza sacrificare altro tempo

“Volevo investire di nuovo su di me.

Dopo tanti anni dedicati alla famiglia, ho avuto tre figli in sei anni che mi avevano costretta a mettere tutto in stand-by, sentivo che era arrivato il momento di fare qualcosa di nuovo.
Ero solo un po' scettica sull’utilizzo dei social per vendere e per farli diventare un vero lavoro, ma era solo un limite nella mia testa.

Così, subito dopo il percorso, ho creato il mio primo webinar: "Essere liberi professionisti oggi in ambito sanitario". Non ricordo il numero esatto degli iscritti, ma eravamo sopra i 50. Questo mi ha dato la carica per continuare a parlare di ciò che amo: la balbuzie.

Se nel 2022 non avevo servizi online ma solo sedute sul territorio, oggi la mia offerta è totalmente trasformata: propongo consulenze e terapie online in tutta Italia, supervisioni alle colleghe e corsi formativi.

Ho creato il mio sito, la Masterclass "Balbuzie e Cluttering" (che oggi è alla sesta edizione) e l'Alta Formazione. Il lavoro sul territorio è diminuito, lasciando spazio all'online... e a me stessa.”

Pensare l’offerta in modo strategico significa proprio questo.

Togliere ciò che ti appesantisce.
Inserire ciò che ti permette di amplificare il valore.

L’online per Roberta non ha sostituito totalmente il territorio.
Lo ha rafforzato.

Ha ampliato l’impatto, ha aumentato il valore percepito, ha creato margine. Ma soprattutto le ha restituito una sensazione di controllo.

Non stava più subendo il lavoro.
Lo stava guidando.

La tempesta (vera)

“In questi tre anni non è stato tutto lineare.

Ho preso decisioni importanti e faticose: ho lasciato la vecchia società per aprire uno studio molto più a mia misura. È stato un passaggio necessario per non sentirmi più fagocitata da un progetto che non mi apparteneva e per iniziare a credere finalmente nelle mie competenze specifiche.”

Si pensa spesso che il successo sia lineare.

Non lo è.

Roberta ha attraversato tornanti importanti. Eppure non è mai tornata indietro.

Perché quando lavori in profondità sul tuo posizionamento e sulla tua visione, anche nei momenti difficili non ti rimpicciolisci.

Continui a scegliere.

Tre anni dopo: la nuova libertà di Roberta

Oggi Roberta non è più "fagocitata" dal lavoro, ma è un'imprenditrice appassionata che guida la sua attività con una consapevolezza totalmente nuova. Il cambiamento non si riflette solo nei numeri, ma nella qualità della sua vita quotidiana.

  • Crescita del fatturato: in soli tre anni ha quasi raddoppiato le sue entrate, stabilizzando i guadagni e rendendoli coerenti con il valore che porta sul mercato.

  • Rivoluzione del tempo: ha ridotto drasticamente la presenza in studio, lavorando con i pazienti solo 3 mattine e un pomeriggio a settimana.

  • Nuova offerta scalabile: è passata dal solo lavoro sul territorio a un modello ibrido che include terapie online in tutta Italia, supervisioni per colleghe e la sua Masterclass, giunta ormai alla 6ª edizione.

  • Pianificazione del piacere: ha ripreso a mettere se stessa al centro, integrando nella settimana palestra, yoga e camminate.

  • Intermittent Working: ora pianifica i suoi viaggi, gestendo il business senza più sensi di colpa.

“La mia più grande fierezza è la mia nuova consapevolezza. Mi sento un’imprenditrice che crea risorse e aiuti concreti per i pazienti e per le colleghe, sento che sto portando valore con ciò che amo fare, e finalmente vengo pagata adeguatamente per questo.

Ho portato a casa una "nuova me".

Il mio approccio al business è cambiato totalmente: lavoro circa 20 ore a settimana e va benissimo così. Mi alzo presto per scrivere e programmare, ho ripreso ad andare in palestra e pianifico viaggi proprio nei momenti di maggior lavoro.
È cambiato il mio modo di vedere il lavoro perché, prima di tutto, sono cambiata io.

 
 

La mia soddisfazione non è solo vedere un fatturato raddoppiare.

È vedere una donna che ha costruito qualcosa di più grande senza perdersi dentro.

Che è cresciuta mantenendo rispetto per se stessa. Roberta era una brava logopedista, oggi è un punto di riferimento.

E la differenza non sta nel talento, ma nella scelta di pensarsi più in grande e nel metodo con cui ha deciso di farlo.

A me non resta che invitarvi a sbirciare il suo profilo QUI.